“Rendere il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese realmente fruibile da chiunque: è in questa direzione che operano decine di cooperative che gestiscono musei o luoghi culturali in tutta Italia abbattendo barriere architettoniche, sensoriali e cognitive. Una mission che consente loro non solo di progettare e realizzare alcuni dei modelli più innovativi di welfare culturale, ma anche di dimostrare quotidianamente come l’inclusione non sia un semplice costo o un adempimento, bensì uno straordinario fattore di crescita sociale, civile ed economica per i territori». È questo il cuore del messaggio lanciato da Irene Bongiovanni, Presidente di Confcooperative Cultura Turismo Sport da Paestum, che ospita in questi giorni la Borsa mediterranea del Turismo Archeologico in corso a Paestum.
Partecipando al convegno “Sviluppare l’accessibilità per un turismo culturale inclusivo”, Bongiovanni ha rivendicato il valore aggiunto portato dalle cooperative culturali e sociali nel turismo accessibile. “La cooperazione affianca alla gestione dei luoghi della cultura una attenzione profonda alle persone e alle comunità, affinché la cultura e la bellezza siano realmente un diritto accessibile a tutti, senza distinzioni o limitazioni”.
Accanto all’aspetto valoriale, c’è il valore economico e l’impatto sul territorio di un fenomeno che presenta ampi margini di crescita. Nel Rapporto sul turismo accessibile di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) di Intesa San Paolo sono stimati in circa 9 milioni nel nostro Paese gli arrivi di turisti con esigenze specifiche di accessibilità e che necessitano di un turismo privo di barriere. “Un turismo accessibile allarga la platea dei visitatori, favorisce la destagionalizzazione e contribuisce a creare occupazione altamente qualificata, trasformando l'inclusione in un reale driver di sviluppo economico per i territori. A conferma di ciò che le nostre cooperative sperimentano ogni giorno sul campo: l'accessibilità e l'inclusione non sono un costo sociale o un adempimento burocratico, ma un vero e proprio driver di crescita civile e culturale dell'intera filiera turistica ed economica, e insieme un volano di sviluppo, specie per le aree interne o marginali”. «Per compiere un salto di qualità strutturale, occorre ora – ha sottolineato Bongiovanni – implementare le sinergie con la Pubblica Amministrazione puntando alla co-progettazione: le cooperative culturali e sociali non devono cioè essere coinvolte solo per la gestione finale dei servizi, ma porsi come partner sin dalla fase di ideazione e pianificazione delle politiche turistiche. Allo stesso tempo, sarà fondamentale rafforzare gli investimenti nel capitale umano e nella formazione degli operatori, se davvero vogliamo costruire un turismo più equo e accogliente, ma anche più solido e competitivo».
Per mostrare quanto sia reale e radicato il lavoro svolto dalle cooperative nell’ambito del turismo inclusivo, la presidente Bongiovanni ha elencato alcune delle esperienze più significative che vedono protagoniste molte associate di Confcooperative. A Napoli la Cooperativa Sociale Tulipano ha sviluppato un know specifico nel welfare culturale e nell’inclusione di bambini e giovani con autismo o disabilità cognitivo-relazionali: attraverso percorsi dedicati, tra cui Pompei in Blu al Parco Archeologico di Pompei, la cooperativa trasforma i musei in ambienti accoglienti e privi di sovraccarichi sensoriali. A Matera opera la cooperativa Oltre l'Arte che ha sviluppato un progetto che consente la fruizione da parte di persone con disabilità visive, uditive e motorie di importanti luoghi di culto come le Chiese Rupestri e la Cattedrale di Matera. La strumentazione va dai pannelli audio-tattili con testi in Braille e immagini in rilievo, ai video nella lingua dei segni e sottotitoli accessibili via QR Code, fino a più sofisticati modelli tridimensionali esplorabili con visori di realtà virtuale e touch screen interattivi. Ha più di trent'anni di esperienza nei servizi culturali la cooperativa genovese Solidarietà e Lavoro, capofila di un progetto europeo Erasmus+ che mira ad abbattere le barriere linguistiche e cognitive per rendere i contenuti culturali comprensibili a bambini con deficit comunicativi. Infine, la Cooperativa Sociale Radici sviluppa a Roma percorsi culturali inclusivi e promuove ed organizza eventi immersivi di sensibilizzazione come le Cene al Buio, le degustazioni In Buio Veritas guidate da sommelier non vedenti, i Concerti al Buio e le Cene Silenziose.